Corsicae Insulae pars. Sardinia, XVII secoloLa carta occupa la parte centrale di un foglio che contiene anche una descrizione dell'isola. Il testo è disposto su due colonne riportanti i numeri 825 e 826; nella parte superiore del foglio, al centro, è l'intestazione Cosmographie, a cui corrisponde sull'altra facciata la scritta Universelle, livre II.
La carta occupa la parte centrale di un foglio che contiene anche una descrizione dell'isola. Il testo è disposto su due colonne riportanti i numeri 825 e 826; nella parte superiore del foglio, al centro, è l'intestazione Cosmographie, a cui corrisponde sull'altra facciata la scritta Universelle, livre II.
Aegaei maris antiqua descrip., inizi del XVII secoloLa carta, pubblicata ad Amsterdam da Johannes Jansson nei primi decenni del Seicento, faceva parte di un'atlante dell'Ortelio, forse di un Parergon, come sembra testimoniare l'espressione "antiqua descriptio ex conatibus geographicis" comune ad altre carte storiche di quella stessa opera.
La carta, pubblicata ad Amsterdam da Johannes Jansson nei primi decenni del Seicento, faceva parte di un'atlante dell'Ortelio, forse di un Parergon, come sembra testimoniare l'espressione "antiqua descriptio ex conatibus geographicis" comune ad altre carte storiche di quella stessa opera.
Corsica et Sardinia, prima metà del XVII secoloLe due carte, nonostante siano prive dell'indicazione dell'autore, sono facilmente riconducibili all'opera di Gerardo Mercatore. Le dimensioni ridotte inoltre ci confermano la loro provenienza da una edizione dell'Atlas Minor. Esso venne pubblicato per la prima volta con testo latino nel 1607 da Jodoco Hondio.
Le due carte, nonostante siano prive dell'indicazione dell'autore, sono facilmente riconducibili all'opera di Gerardo Mercatore. Le dimensioni ridotte inoltre ci confermano la loro provenienza da una edizione dell'Atlas Minor. Esso venne pubblicato per la prima volta con testo latino nel 1607 da Jodoco Hondio.
Sardiniae antiquae descriptio, 1619L'interno della carta mostra un'orografia del tutto arbitraria, con la presenza degli Insani Montes e di altre catene montuose simboleggiate da mucchi di talpa ombreggiati. I fiumi sono a tratto forte; le coste sono tratteggiate esternamente. Simile tratteggio, ma nella parte interna presentano gli stagni.
L'interno della carta mostra un'orografia del tutto arbitraria, con la presenza degli Insani Montes e di altre catene montuose simboleggiate da mucchi di talpa ombreggiati. I fiumi sono a tratto forte; le coste sono tratteggiate esternamente. Simile tratteggio, ma nella parte interna presentano gli stagni.
Isola di Sardegna, 1620Un'analisi approfondita dell'Italia rivela infatti la conoscenza dettagliata da parte dell'autore di tutto il materiale cartografico esistente al periodo. L'opera si compone di 61 tavole in foglio doppio, nelle quali, procedendo da Nord a Sud, sono delineate tutte le regioni d'Italia.
Un'analisi approfondita dell'Italia rivela infatti la conoscenza dettagliata da parte dell'autore di tutto il materiale cartografico esistente al periodo. L'opera si compone di 61 tavole in foglio doppio, nelle quali, procedendo da Nord a Sud, sono delineate tutte le regioni d'Italia.
Isola di Sardegna, 1620L'immagine della Sardegna è tratta da quella disegnata intorno al 1577 dall'ingegnere militare Rocco Cappelino la quale, pur non essendo la migliore in circolazione, grazie all'avallo datole dal Magini, ebbe un enorme credito e venne diffusa soprattutto dell'editoria francese e olandese.
L'immagine della Sardegna è tratta da quella disegnata intorno al 1577 dall'ingegnere militare Rocco Cappelino la quale, pur non essendo la migliore in circolazione, grazie all'avallo datole dal Magini, ebbe un enorme credito e venne diffusa soprattutto dell'editoria francese e olandese.
Italia antiqua, 1624La carta si trovava probabilmente inserita nell'Italia Antiqua, pubblicata postuma a Leida nel 1624 in due volumi, opera che conobbe anche diverse ristampe, nel 1659, 1674 e nel 1724. Il disegno dell'Italia ricalca infatti, per quanto riguarda il profilo generale, la " Summae Italiae descriptio" inserita proprio in quest'opera.
La carta si trovava probabilmente inserita nell'Italia Antiqua, pubblicata postuma a Leida nel 1624 in due volumi, opera che conobbe anche diverse ristampe, nel 1659, 1674 e nel 1724. Il disegno dell'Italia ricalca infatti, per quanto riguarda il profilo generale, la " Summae Italiae descriptio" inserita proprio in quest'opera.
Calaris Sardine primaria civitas, 1629La carta del Bertelli riprende ancora una volta il modello elaborato da Sigismondo Arquer, anche se non deriva direttamente da esso, bensì dalla carte eseguite da BraunHogenberg e dello Hondio, disegnate sempre sulla base di quel prototipo. Da queste ultime viene mutuato l'impianto generale della carta.
La carta del Bertelli riprende ancora una volta il modello elaborato da Sigismondo Arquer, anche se non deriva direttamente da esso, bensì dalla carte eseguite da BraunHogenberg e dello Hondio, disegnate sempre sulla base di quel prototipo. Da queste ultime viene mutuato l'impianto generale della carta.
Descriptio Sardiniae insulae, 1630Le carte della Corsica e della Sardegna, qui rappresentate, ricalcano fedelmente il modello mercatoriano. Si tratta infatti delle stesse carte inserite prima in Italiae, Scalvoniae et Greciae tabulae geographicae del 1589 e poi nell' Atlas del 1595, anche se qui presentano leggere modifiche.
Le carte della Corsica e della Sardegna, qui rappresentate, ricalcano fedelmente il modello mercatoriano. Si tratta infatti delle stesse carte inserite prima in Italiae, Scalvoniae et Greciae tabulae geographicae del 1589 e poi nell' Atlas del 1595, anche se qui presentano leggere modifiche.
Descriptio Sardiniae insulae, 1630Si tratta di due disegni cartografici, uno della Sardegna e l'altro della Corsica, contenuti in un foglio doppio ripiegato, facente parte in origine di un atlante. Le due carte, disegnate da Gerardo Mercatore, sono quelle inserite da Jodoco Hondio nella sua opera.
Si tratta di due disegni cartografici, uno della Sardegna e l'altro della Corsica, contenuti in un foglio doppio ripiegato, facente parte in origine di un atlante. Le due carte, disegnate da Gerardo Mercatore, sono quelle inserite da Jodoco Hondio nella sua opera.